4G-UHF
Riuso banda UHF-TV per servizi mobili

Programma di finanziamento
(e relativo sottoprogramma)
Convenzione del 21 luglio 2011 con il Ministero dello sviluppo economico nell’ambito degli interventi finanziati con il “Fondo per il passaggio al digitale”
Durata 1 luglio 2011 - 1 luglio 2012
Partecipanti

Fondazione Ugo Bordoni

Il progetto s’inquadra nel contesto del processo di transizione dal sistema televisivo analogico al sistema digitale terrestre (switch off) attraverso il quale vengono rese disponibili risorse frequenziali che potranno essere destinate a servizi di tipo diverso da quelli di broadcast. I risultati di questo progetto forniscono utili informazioni ai fini dell’introduzione di nuovi servizi di telecomunicazione in banda UHF nel rispetto delle raccomandazioni della Commissione europea contenute all’interno della Decisione 2010/267/EU del 6/5/2010 relativa ad un’armonizzazione delle condizioni tecniche d’uso della banda di frequenze 790-862MHz per i sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazioni elettroniche.

Nello specifico, l’attenzione viene rivolta alle moderne tecnologie di comunicazione a supporto dei servizi mobili (LTE) e nomadici (Wi-Fi), le cui prospettive di sviluppo future mostrano una convergenza verso standards sempre più diffusi come quello riguardante la tecnica di accesso radio  OFDMA (Orthogonal Frequency Division Multiple Access) e quello delle reti packet-oriented, all-IP.
In quest'ottica vengono approfondite le tematiche relative all’interferenza che può avere luogo quando i suddetti segnali vengono trasmessi in diverse condizioni operative (ad es. in base alla posizione reciproca della stazione radio base per servizi mobili/nomadici, del terminale utente radio e del front-end del ricevitore TV).

Per raggiungere lo scopo si utilizzano strumenti hardware e software che consentono di simulare il comportamento in banda UHF dei segnali trasmessi con le suddette tecnologie mobili e nomadiche,  con l’obiettivo di individuare i vincoli tecnici (potenza del segnale, banda di guardia, distanza di protezione, ecc.) che devono essere rispettati per garantire la coesistenza di queste con i segnali DVB-T, già operanti nella stessa gamma di frequenze, al fine di salvaguardarne la corretta ricezione negli attuali impianti televisivi, ovvero per identificare le eventuali contromisure da adottare (filtri, cross-polarizzazione, ecc.) per mitigare gli effetti dell’interferenza.

Il progetto è svolto in collaborazione con l’ISCOM che mette a disposizione opportune risorse umane e strumentali che si integreranno con quelle già impegnate dalla FUB.