Analisi e valutazione di metodologie per l’uso condiviso dello spettro

Il tema della compatibilità e della coesistenza di applicazioni e servizi diversi sulla medesima banda o su bande adiacenti è stato affrontato a partire dagli studi svolti per la banda a 800 MHz che rappresenta il primo dividendo digitale reso disponibile dalla transizione al digitale terrestre.

L’apertura della banda ai servizi mobili, a partire dal 1 gennaio 2013, ha richiesto a livello internazionale lo studio e la definizione di condizioni tecniche essenziali per permettere la coesistenza del radiomobile con il broadcasting televisivo, che tradizionalmente utilizzava le frequenze a 800 MHz. Lo studio dello scenario italiano ha richiesto e richiede ulteriori approfondimenti, legati alle peculiarità che presenta, tra cui l’uso intensivo di tutta la banda UHF, la presenza di reti SFN operanti su canali molto prossimi alle frequenze usate dal mobile, la scarsa conoscenza delle caratteristiche dei sistemi di utente vulnerabili all’interferenza.

Analogamente a quanto svolto per la banda a 800 MHz, importanti contributi a livello internazionale sono stati anche forniti in merito agli studi finalizzati alla definizione degli usi futuri della banda L (1452-1492 MHz). Tale banda, originariamente impiegata per la radio digitale, è caratterizzata in tutta Europa da un uso pressoché nullo, pertanto si è deciso di individuare usi alternativi che possano migliorarne l’efficienza d’uso. In tale contesto sono stati svolti studi di scenario basati sul metodo cosiddetto dell’impact assessment.

Nel quadro della promozione dell’uso collettivo dello spettro è stato infine considerato il contributo significativo delle tecnologie di radio cognitiva. Un possibile scenario di applicazione del modello CUS attraverso le radio cognitive riguarda i possibili spazi bianchi (White Spaces) nella banda televisiva 470-790 MHz.

Su questi temi, la Fondazione ha fornito il proprio supporto al MISE per i lavori di alcuni specifici gruppi CEPT dedicati a temi correlati alla promozione di politiche di gestione dello spettro che possano promuovere la razionalizzazione e valorizzazione delle risorse frequenziali.

In particolare, FUB ha seguito attività specifiche trattate in sottogruppi tecnici (project teams) attivati nell’ambito dei gruppi di lavoro CEPT sull’ingegneria dello spettro radio (WG SE – Working Group Spectrum Engineering) e sulla gestione delle frequenze (WG FM – Working Group Frequency Management). Lo specifico delle attività ha riguardato principalmente gli studi sull’impiego degli “spazi bianchi” in banda UHF attraverso l’impiego di tecniche di radio cognitiva (WG SE43) e i futuri usi della Banda L (1452-1492 MHz) ai fini di migliorare l’efficienza d’uso della banda stessa (WG FM50).

Al centro dell’attività dei Gruppi CEPT SE43 e CEPT FM53 è il modello CUS indicato da RSPG (Radio Spectrum Policy Group): una metodologia che consente ad un numero di utenti indipendenti e/o dispositivi (es. machine to machine communications) di accedere alle stesse bande di frequenza secondo specifiche e ristrette condizioni operative. In particolare, l’attenzione del Gruppo CEPT FM53 è focalizzata sui nuovi approcci regolamentari basati su LSA (Licensed Shared Access) e ASA (Authorised Shared Access). All’interno del Gruppo CEPT SE43, invece, sono stati individuati i requisiti tecnici per il funzionamento dei WSD (White Space Devices) nella banda televisiva.

L’attività di studio della Fondazione si è focalizzata su un nuovo approccio per individuare gli spazi bianchi basato sulla combinazione di geolocation database e sensing del canale.

In aggiunta ai temi elencati, sono stati avviati gli studi finalizzati alla preparazione della prossima WRC-15, con specifico interesse per il secondo dividendo digitale in banda 700 MHz (per il quale occorre definire la precisa estensione di banda, oltre che le modalità tecniche di utilizzo) e per l’identificazione di risorse aggiuntive per i servizi mobili, declinate al momento attraverso l’approfondimento di nuovi approcci regolamentari (LSA – Licensed Shared Access) e la promozione di una maggior efficienza d’uso della banda a 2.3 GHz.