ATENA RE
rispArmio energeTico e sostEnibilità dei costi delle reti fisse di NuovA generazione

Programma di finanziamento 
(e relativo sottoprogramma)
Convenzione quadro FUB-ISCOM del 15 novembre 2010 e successivo rinnovo del 28 dicembre 2011
Durata 1 gennaio 2015 – 31 dicembre 2015
Partecipanti Fondazione Ugo Bordoni
Istituto Superiore delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell'Informazione (ISCOM)

Il Progetto “ATENA RE” prosegue l’attività svolta nelle precedenti edizioni del progetto ATENA, con lo scopo di individuare azioni concrete per l’attuazione degli obiettivi perseguiti dall’Agenda Digitale Europea (all’interno del pilastro “Accesso a Internet supeveloce”) e s’inquadra nelle politiche di sviluppo delle reti di nuova generazione (NGN) di tipo fisso, con particolare riferimento a due aspetti specifici:

  1. Contributo al Piano Nazionale Banda Ultralarga: individuazione di architetture per la rete di accesso fissa idonee a soddisfare le esigenze dell’Agenda Digitale Europea 2020 (30 Mb/s a tutti e 100 Mb/s al 50% della popolazione). Le proposte, formulate con riferimento a specifiche località italiane (città, piccoli comuni, aree rurali), prenderanno in considerazione i piani esistenti o in fase di studio, favorendo le tecnologie a più alte prestazioni e con minori consumi energetici e, soprattutto, tenendo conto della sostenibilità dei costi legati ai servizi.
  2. Studio dell’evoluzione della rete core allo scopo di massimizzare il risparmio energetico mediante:
    • instradamento dei segnali su base ottica e conseguente riduzione dell’elaborazione dei segnali a livello elettronico nei nodi;
    • assegnazione delle risorse trasmissive secondo l’andamento del traffico, in accordo con le moderne tecniche di Software Defined Networks (SDN) e Network Function Virtualization (NFV), senza compromettere la qualità del servizio.
    Questo studio avrà anche lo scopo di definire le opportunità per l’Italia di migliorare il proprio ruolo strategico nel Mediterraneo quale nodo centrale delle TLC.

ATENA 2015 è un progetto di ricerca che supporta lo sviluppo delle reti e dei servizi con studi teorici e sperimentazioni nei laboratori ISCOM. In particolare, la realizzazione del nuovo set up sperimentale di rete NGN è uno strumento fondamentale per la verifica tecnica e la sperimentazione di tutte le architetture che verranno installate in Italia per raggiungere l’obiettivo Agenda Digitale Europea 2020. Esso consentirà inoltre di verificare la funzionalità di tutti i servizi, in particolar modo quelli basati su contenuti video ad altissima capacità (3D, 4k), e gli appropriati livelli di QoS.

Per il 2015, le attività principali del progetto riguarderanno:

  • Architetture di accesso fisso a 30 e 100 Mb/s

    A partire dalla fine del 2013 è iniziato un capillare programma di installazione di fibre fino al cabinet (reti di tipo Fiber To The Cabinet, FTTC) che, grazie alla tecnologia VDSL2-vectoring, permetterà di portare tramite il doppino telefonico una banda di almeno 30 Mb/s (download) agli utenti, in linea con gli obiettivi dell’Agenda digitale europea 2020. Resta da verificare come questa tecnologia risulterà compatibile con il secondo obiettivo 2020 (100 Mb/s a metà della popolazione), soprattutto in ambienti multioperatore. I risultati raggiunti, inoltre, dovranno essere verificati in termini di QoS. È quindi presumibile che vi sarà una fase successiva basata sulla realizzazione di infrastrutture più indirizzate alla fornitura dei 100 Mb/s con tecniche in rame più appropriate come il G.fast. Si può inoltre ipotizzare che vi sarà un successivo passaggio a reti di tipo FTTB-FTTH che porteranno la fibra ottica almeno alla base degli edifici. Il rischio è che, seguendo le convenienze dei mercati, si vengano a creare nuovi digital divide, con zone prive finanche della copertura tipica dell’ADSL (5-10 Mb/s).

    In secondo luogo, il raggiungimento degli obiettivi 2020 va visto in un’ottica wireline e wireless, guardando anche ai modelli 5G che puntano ad una profonda integrazione di tutte le architetture. In questo panorama, che da una parte vede la riduzione dello spettro dedicato alla TV digitale terrestre per far posto ai sistemi ultrabroadband wireless, e dall’altra la disponibilità di enormi bande su “cavo”, le strategie sul sistema televisivo nazionale andrebbero profondamente riviste.

    In questo ambito, verranno proposte architetture atte a soddisfare i requisiti dell’Agenda Digitale Europea 2020, considerando le diverse situazioni ambientali e demografiche italiane, cercando di utilizzare tutte le infrastrutture oggi presenti, anche di tipo diverso da quelle per le telecomunicazioni. Gli studi, con il supporto del laboratorio NGN, serviranno a verificare il ruolo delle architetture FTTC, anche con l’utilizzo (almeno teorico) dei sistemi Gfast, per la trasmissione a 100 Mb/s.  

  • Risparmio energetico sulla rete core

    L’evoluzione della rete di accesso avrà conseguenze anche sulla rete core, che si troverà a fronteggiare un traffico sempre maggiore con consumi energetici troppo elevati. Pertanto anche la rete core dovrà essere rivista puntando su nuove architetture basate più sull’instradamento fotonico e meno su quello elettronico. Già nel 2014 sono state sperimentate delle prime tecniche SDN sul test bed e nel 2015 si cercherà di ampliare le loro funzionalità ai fini del risparmio energetico e del miglioramento della QoS. Questo è anche uno dei temi principali del gruppo SG13 dell’ITU-T.

    In ambito di accesso verranno monitorate le nuove reti FTTC.

Sono previste collaborazioni con Infratel e l’Agenda Digitale Italiana, le Università di Roma e L’Aquila, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano.