Evoluzione del servizio e piattaforme alternative

 

Programma di finanziamento
(e relativo sottoprogramma)
Convenzione del 21 luglio 2011 con il Ministero dello sviluppo economico nell’ambito degli interventi finanziati con il “Fondo per il passaggio al digitale”
Durata 1 gennaio 2009 – 1 marzo 2012
Partecipanti

Fondazione Ugo Bordoni (Leader di progetto)

 

Il Progetto propone strategie per la diffusione della TV digitale attraverso tutte le piattaforme alternative al digitale terrestre (rete IP, Satellite, DVB-T2) ma anche in forma combinata con il DVB-T. Le realizzazioni principali della Fondazione, si riferiscono:

  • alla conoscenza delle piattaforme televisive
  • all’attività di ricerca sulla TV su IP


Rete IPTV basata sul controllo della QoS

ISCOM e FUB hanno realizzato una rete IPTV in architettura Content Delivery Networks (CDN), nella quale i flussi tra i server possono essere gestiti in maniera automatica con QoS garantita. Un’architettura di questo tipo propone un modello di cooperazione tra OTT e operatori di rete che potrebbe configurare nuovi modelli di sviluppo sostenibili per la rete. La rete è configurata con tecnica Virtual Private LAN Service (VPLS).
Gli utenti che vogliono accedere ai contenuti si collegano al sito attraverso il proprio browser e selezionano il contenuto che intendono visualizzare. Dopo un certo numero di richieste, il server di origine assumerà che un dato contenuto sia “popolare” e lo sposterà nel server surrogate appartenente alla sottorete da cui ha ricevuto le ultime richieste. Lo spostamento dei contenuti viene fatto attraverso una connessione FTP tra i server, secondo un rapporto server-client.
Terminato l’upload, sul server surrogate viene creato il “canale” VoD gestito da VLC che permette lo streaming media. Da questo momento in avanti, quando il server di origine riceve richieste per quello stesso contenuto, re-indirizzerà l’utente al server surrogate su cui ha “caricato” il media. Il re-indirizzamento viene fatto attraverso il protocollo HTTP.
In tal modo l’utente riceve il contenuto A/V dal un Video Server che è molto vicino a lui. Ciò consente di ridurre il traffico sulla rete core e di fruire di un servizio senza congestionamenti: è come se i Video Server appartenessero tutti alla stessa sottorete, anche se fisicamente sono disposti in zone geografiche diverse.

Tecniche per la OPEN TV

Gli studi e le sperimentazioni FUB hanno avuto lo scopo di determinare i limiti teorici e pratici dell’applicabilità di un codice AL-FEC tradizionale, al fine di garantire adeguati livelli di qualità del trasporto in ambiente IP.
In un primo momento, sono state analizzate le prestazioni massime della tecnica standard SMPTE 2022-1: si è valutato che utilizzando tale tecnica standard non è possibile correggere perdite maggiori del 4%, senza utilizzare overhead eccessivamente elevati.
Determinati quindi i limiti intrinseci di un metodo tradizionale, si è effettuato uno studio più dettagliato delle basi matematiche e applicative di tecniche di correzione d’errore più sofisticate basate su codici a fontana, con particolare riguardo all’implementazione dei codici LT.
Infine, è stata valutata sperimentalmente un’architettura di servizio avanzata per il trasporto di servizi televisivi su Internet che frutta tali codici a fontana e la presenza di sorgenti multiple al fine di diminuire la latenza end-to-end.