MINOSSE
LTE-DTT: studio sperimentale dell’evoluzione dei modelli di interferenza

Programma di finanziamento 
(e relativo sottoprogramma)
MISE - ISCTI
Durata 1 maggio 2013 - 31 gennaio 2014
Partecipanti Fondazione Ugo Bordoni
ISCTI

La coesistenza in banda 800 MHz di sistemi di 4a generazione radiomobile e di radiodiffusione televisiva necessita di appositi modelli previsionali in grado di definire le zone del territorio in cui può presentarsi il fenomeno d’interferenza tra i segnali LTE e gli impianti di antenna televisiva riceventi.

II progetto si prefigge di perfezionare i modelli impiegati per la produzione di specifiche mappe delle aree di rischio, generate in base ai dati relativi agli impianti televisivi e all’entrata in funzione delle stazioni radio base LTE. Tali dati sono derivati dalle informazioni provenienti dagli utenti e dagli antennisti che operano sul territorio, e dalla caratterizzazione dei modelli più diffusi degli apparati che sono sede dei fenomeni d’interferenza (amplificatori, televisori, decoder).

L’esperienza del processo di mitigazione dei fenomeni d’interferenza in banda 800 MHz tra servizi televisivi e radiomobili fornirà indicazioni preziose per la programmazione della futura liberazione della banda 700 MHz.

Gli studi sperimentali condotti nei laboratori ISCOM sui comportamenti non lineari degli apparati utilizzati negli impianti di ricezione domestica (televisori, decoder, amplificatori, ecc.), hanno permesso di derivare alcune grandezze fondamentali per la descrizione dei modelli di interferenza sul segnale DTT dovuti all’attivazione delle stazioni radio base LTE (es. rapporti di protezione tra segnale DTT e segnale LTE). A partire da questi risultati, sono state individuate ulteriori misure di laboratorio e in campo da eseguire al fine di caratterizzare maggiormente il comportamento di tutta la catena di ricezione televisiva domestica, dal sistema di antenna fino ai ricevitori (TV e decoder), e pervenire così ad una modellazione dei fenomeni ancora più completa e corretta.

Tali misure hanno riguardato tre filoni principali:

  • segnale DTT vittima immerso in altri segnali DTT in banda 700 MHz e approfondimento dei meccanismi interferenziali dovuti all’impatto di ACLR e ACS nei ricevitori;
  • segnale interferente LTE nelle frequenze 832-862 MHz dovuto ai terminali di utente (interferenza in uplink);
  • misure in campo per la verifica sperimentale dei modelli simulativi di propagazione in prossimità delle stazioni LTE.

È stato inoltre formulato un modello di interferenza che ha permesso, anche attraverso l’assunzione di precisi scenari di riferimento, di quantificare il potenziale impatto a livello nazionale del dispiegamento delle reti radiomobili 4G LTE in banda a 800 MHz, in termini di interferenza nociva generata sui sistemi di ricezione televisiva installati presso gli utenti della televisione digitale terrestre (determinazione del rischio). È previsto che il modello venga ulteriormente affinato anche al fine di pervenire a possibili linee guida per gli utenti sull’uso dei terminali LTE in prossimità di amplificatori e ricevitori TV.

Nell’ambito del processo di mitigazione delle interferenze sono state definite delle schede di “intervento” per la raccolta delle informazioni relative agli impianti di ricezione e ai livelli dei segnali DTT e LTE ricevuti da parte degli Ispettorati territoriali al fine di migliorare l’attuale procedura di determinazione del rischio.

Nel 2014 i risultati del progetto sono stati raccolti nel deliverable finale (D2).