Il mobile payment
Workshop

Il settore del mobile payment ha ricevuto un forte impulso in seguito all’emanazione della Direttiva 2007/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 novembre 2007 (Payment Services Directive, PSD), che favorisce l’apertura del mercato dei servizi di pagamento ad operatori non finanziari, assicurando nel contempo un incremento dei livelli di protezione per il consumatore.

Tale direttiva è stata recepita con il decreto legislativo n.11 del 27 gennaio 2010 che introduce nel Testo Unico Bancario la nuova figura degli Istituti di Pagamento (IP), ossia tutti quei soggetti la cui attività principale non riguarda il credito, ma che – dal 1 marzo 2010 – possono richiedere alla Banca d’Italia l’autorizzazione a svolgere tale attività.

La nuova normativa è stata oggetto di un importante workshop promosso dalla Fondazione (Roma, 15 luglio 2010), con l’obiettivo di stimolare il dibattito fra gli stakeholder per la definizione di una piattaforma di policy condivise.

Obiettivo specifico del workshop è stato quello di stabilire se esistono possibili barriere all’ingresso per gli operatori di TLC.

Nell’ambito del workshop, gli operatori (Wind, Telecom, Vodafone) hanno unanimemente affermato che, di fatto, così come configurato dall’attuale normativa, il business è poco remunerativo e hanno suggerito le seguenti integrazioni al TU bancario:

  • introduzione della figura del soggetto convenzionato con gli istituti di pagamento;
  • ampliamento della soglia del credito utilizzabile dall’operatore, al fine di rendere più efficiente la gestione dell’inutilizzato;
  • accesso agli operatori di telefonia mobile ai sistemi per la prevenzione delle frodi.